|
Home
Chi Siamo
Le Aziende News
Scrivi

Bassano Romano
Collocazione Geografica
La Storia
Il Palazzo
Giustiniani-Odescalchi
Il testamento di Vincenzo Giustiniani
Itinerari turistici
Guida turistica di
Bassano Romano
Photo Gallery
|
Itinerari turistici
Una passeggiata al centro storico
L'abitato
più antico di Bassano sorge su uno sperone tufaceo, delimitato da due
valloni. Nel suo caratteristico insieme presenta ambienti e manufatti di
pregevole gusto. Iniziamo la visita da Piazza Umberto I, principale piazza
del paese, di forma quadrangolare, risultato di trasformazioni urbanistiche
iniziate nel XVII secolo. Tre lati sono occupati: a Nord dalla facciata
della chiesa parrocchiale, a Ovest dalla facciata principale di Palazzo
Giustiniani-Odescalchi e a Est da palazzetti settecenteschi tra cui il
palazzo municipale. A Sud la piazza si apre con una vista sui tetti delle
abitazioni sottostanti e sui boschi di castagno prospicienti il paese. Al
centro una fontana a croce greca del secolo XIX.
Ammiriamo la chiesa parrocchiale "Maria Santissima Assunta" che sorge a
ridosso, per una parte, del Palazzo Giustiniani Odescalchi. Non potendo
poggiare sul limitato sperone tufaceo e per lasciare il sufficiente spazio
alla piazza, la parte absidale ha le fondamenta poggianti direttamente sul
fondo del vallone. La chiesa, vista dal Ponte delle Vaschie che scavalca il
vallone, si erge esageratamente slanciata, quasi inverosimile. L'interno è a
navata unica con volta a botte e pianta a croce latina. Le tele degli altari
sono di pregevole fattura settecentesca come pure la statua lignea della
Madonna con Bambino.
Dalla piazza percorriamo via Maria Giustiniani. E' la via più antica che
attraversa il borgo nella sua dorsale collegando le due antiche porte:
quella di accesso alla piazza, ricavata nel lato sud del Palazzo e l'altra,
alla fine del primordiale nucleo abitativo. Entrando nella via, colpisce un
palazzotto con un pregevole portale in peperino sormontato da residui di uno
stemma, non più leggibile. Via Maria Giustiniani è intersecata da vicoletti
che si snodano all'interno dell'agglomerato urbano, qua e là piccole
spuntano piazzette. Su una di queste si affaccia Palazzo Savelli nonché
palazzo pretorile. Conserva ancora, sui portali, lo stemma dei
Savelli-Anguillara (Anguilla con collarini lungo il corpo e bocca
divaricata, in alto sulla sinistra stella a sette punte). Alcuni ambienti
del palazzo erano utilizzati per la vita economico-amministrativa della
comunità come i magazzini, il forno per la panificazione e il carcere
maschile e femminile. Oggi questi ambienti sono stati riadattati per altri
usi. Numerose sono le cantine scavate nella roccia tufacea, tuttora
utilizzate per la conservazione del vino.
Uscendo da Via Maria Giustiniani, attraverso l'antica porta medievale, ci
inoltriamo in via Borgo San Filippo Neri che attraversa il nucleo abitativo
frutto del piano urbanistico voluto dal Principe Andrea Giustiniani. La via
termina in una piazzetta dove si affaccia la chiesa dedicata a San Filippo
Neri. La chiesa è stata eretta intorno alla prima metà del 600 a ricordo del
Cardinale Benedetto Giustiniani, che si era adoperato presso il Pontefice
per la canonizzazione del Santo. L'interno è di semplice fattura con un
soffitto ligneo sul quale è dipinto il trionfo del Santo. Negli altari
laterali si ammirano tele del secolo XVII copie di opere di Guido Reni.
Nell'altare maggiore è conservata la veneranda immagine della Madonna della
Pietà alla quale Bassano dedica ogni anno, nella domenica dell'Ascensione,
due suggestive processioni.
Chiesa di San Gratiliano Martire
La
chiesa di San Gratiliano Martire, una volta solitaria chiesa in aperta
campagna, si trova oggi al centro della zona nuova del paese. La sua
erezione risale al XVI secolo. Secondo la tradizione, nel 1437, mentre la
reliquia della testa del Santo veniva trasportata da Civita Castellana a
Sutri, la stessa sarebbe uscita dalla cassetta che la conteneva fermandosi
sul luogo dove poi fu edificata la chiesa. Nell'abside sono presenti
affreschi raffiguranti il Santo su uno sfondo agreste sormontato dal trionfo
della Vergine con Angeli.
Chiesa di San Vincenzo Martire
Dalla
chiesa di San Gratiliano si prosegue per circa 800 metri e si arriva su un
colle panoramico. Fanno bella vista i Monti Cimini, i Monti Sabatini e gli
Appennini che nelle limpide giornate invernali sono ben visibili con il loro
manto bianco. Il Monte Terminillo predomina. Sul colle si erge la chiesa di
San Vincenzo Martire, voluta dal marchese Vincenzo Giustiniani anche come
mausoleo di famiglia. Il marchese e i suoi discendenti furono sepolti presso
la cappella antistante l'altare dedicata a San Vincenzo. Il tempio presenta
una facciata monumentale, con due torri campanarie che ne completano lo
sviluppo lineare. E' coronata da una balaustra nel mezzo del quale spicca un
grande busto del Redentore. Tra le due torri appare la cupola che completa
un effetto scenografico di notevole suggestione. L'effetto è reso ancora più
magico da una appropriata illuminazione che all'imbrunire ne esalta le linee
armoniche.
L'interno è a croce latina, la copertura è a botte nulla navata e sul
transetto, a cupola nel vano centrale. Pervade al visitatore la sobrietà del
suo insieme con intonazioni rinascimentali delle sue linee, anche se siamo
in pieno seicento (sul fregio della facciata si legge la data del 1630, in
effetti ultimata qualche anno dopo). Fu visitata da Papa Innocenzo X che la
dotò di privilegi e da Papa Pio VI. Nel tempio è conservata, in una apposita
cappella, la statua del Cristo Portacroce o Cristo Redentore di Michelangelo
Buonarroti. Fu commissionata da Metello Vari nel 1514. Michelangelo, dopo
aver terminato la bozza, si accorse che sul viso compariva una venatura
nera, un difetto del marmo. Abbandonò, allora, il lavoro e ne intraprese un
altro, realizzando l'opera in diversa positura rispetto alla prima e che
oggi è conservata presso la chiesa di Santa Maria sopra Minerva a Roma. La
prima statua fu trattenuta dal Vari e posta in ornamento nel proprio
giardino. Dopo vari passaggi fu acquistata dal Marchese Vincenzo Giustiniani
che, facendola rifinire da artisti dell'epoca, la collocò nel suo palazzo
romano. Più tardi, nel 1644, il Principe Andrea Giustiniani la trasferì a
Bassano per collocarla sull'altare maggiore della Chiesa di San Vincenzo
dove è rimasta fino agli anni settanta. Fu poi sostituita dal complesso
marmoreo del Santo Volto a cui oggi è dedicato il santuario. Dagli anni
settanta al 2000 la statua era stata collocata nella cappella di sinistra,
ignorando il valore reale dell'opera e non visibile ai fedeli. Soltanto le
ricerche di due studiose dell'Università La Sapienza di Roma hanno portato
alla luce il vero artefice della statua. La storia del marmo di Michelangelo
era rimasta, infatti, sconosciuta per secoli.
Attualmente la Chiesa è di proprietà dei Padri Benedettini Silvestrini che
la ebbero in dono, insieme all'area circostante, dal Principe Innocenzo
Odescalchi nel 1940. Padre Ildebrando De Gregori volle creare intorno alla
chiesa un monastero con annesso collegio per gli orfani di guerra. Fu
realizzato, infatti, un'imponente complesso che ospitò per molti anni
ragazzi bisognosi dove ebbero la possibilità anche di frequentare le scuole
di ogni ordine e grado. Oggi la struttura non è più un collegio ma un centro
di accoglienza ben organizzato con una attrezzatissima casa per ferie, dove
gruppi di persone vi soggiornano per attività spirituali.
Chiesa di Santa Maria dei Monti
Il nostro viaggio alla scoperta delle bellezze di Bassano Romano prosegue.
Dal colle di San Vincenzo ritorniamo nel paese e da qui risaliamo per Via
Oriolo, costeggiando per un tratto le mura del parco Giustiniani-Odescalchi.
Arriviamo a visitare la chiesa campestre di "Santa Maria dei Monti",
risalente al XV secolo. Fu edificata probabilmente a protezione delle messi
della comunità. All'interno troviamo resti di affreschi rappresentanti due
nobili personaggi, probabilmente i committenti. Nell'abside resta un
affresco di "Madonna con bambino". E' tradizione che ogni anno, il 1°
maggio, viene celebrata una Santa Messa a conclusione di una processione
votiva che parte dalla Parrocchia e risale fino alla chiesetta. Un tempo il
percorso si articolava anche all'interno del parco del Palazzo
Giustiniani-Odescalchi. Lasciato il colle panoramico di Santa Maria dei
Monti continuiamo il tragitto verso la "macchia". Immenso bosco fiabesco con
prevalenza di faggi ad alto fusto, di proprietà dell'Università Agraria di
Bassano, nel cui punto più suggestivo ha realizzato un'area attrezzata per
pic-nic. Si ha la sensazione di trovarsi in un ambiente magico e insolito
considerato che il faggio in genere lussureggia ad altitudini più elevate.
Qui, invece, siamo a circa 500 metri sul livello del mare. |